Classici

“Neve”

Abbiamo avuto il privilegio di incontrare Sam Usher, nella “nostra” (Matera) preziosa libreria specializzata “365 storie”, durante il suo viaggio in motocicletta in lungo e in largo per l’Italia, grazie anche all’editore Clichy, ha potuto fermarsi qui nella città dei Sassi. Sono quelle occasioni da prendere al balzo, e così è stato, recensiamo una copia

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“L’incanto del buio. Racconto di Natale.”

“Il gioco del buio funziona così. Prima raccolgono un po’di cose tra quelle lasciate in giro o sistemate nei cassetti. Poi sparpagliano tutto nella cameretta di Giulia, se sono da Giulia, o nella stanza di Pietro, se sono a casa di Pietro: a terra, sul letto, sulla scrivania.” Saranno i nostri gusti personali, ma questo

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“Quando Johan trovò una vitellina”

Astrid Lindgren riesce nella sua sempre fresca contemporaneità a farci emozionare, in un racconto semplice come questo, carico di sensazioni e umori, fino al dolce finale. È un bel Natale, se si ritrova quello che si è perso, quello a cui si era affezionati, è il miracolo natalizio, trovare una gioia profonda in un dolore

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“L’uomo d’acqua e la sua fontana”

La casa editrice Zoo libri ci propone un albo illustrato dia tratti e dai colori delicati scritto con maestria da Ivo Rosati e illustrato da Gabriel Pacheco. Il libro narra una storia immaginaria, di un uomo fatto di acqua, nato dal dimenticanza, un rubinetto aperto in un grande palazzo. Dal momento della sua nascita la

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“La fattoria degli animali”

“Quattro gambe buono, due gambe cattivo.” Così cantano le pecore dopo la Rivoluzione. Finalmente gli animali sono padroni della fattoria e nessun uomo li comanda. Sono due maiali, Napoleone e Palladineve, a prendersi l’incarico di guidare gli altri. Presto però la concordia dei primi giorni cede il passo alla sete di potere di Napoleone e

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“Grande riccio e piccolo riccio. Aspetta un attimo!”

Aspetta un attimo è la richiesta universale di ogni bambino prima di congedarsi per dormire. Britta Teckentrup riesce benissimo a cogliere l’attesa, differenzia i tempi di grande e piccolo riccio, l’adulto e il bambino, il tempo frenetico, dettato da impegni uno dietro l’altro da rispettare in una scaletta quotidiana super stressante, tempo veloce, dall’altra parte

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“Volta la pagina”

Abbiamo voluto fortemente recensire quest’albo, forse perché la filastrocca popolare “Volta la carta” tocca delle corde legate all’infanzia, e improvvisamente ci fa tornare bambini, dove il “voltare” cambia improvvisamente scenario, ambientazione, tutto diventa nuovo, non si sa mai quello che potrebbe esserci. A questo si somma la canzone di Fabrizio De André e Bubola in

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