aspettare

“Toby”

Scoprire se stessi confrontandosi con la realtà e la quotidianità. L’apparentemente semplice messaggio che Rebecca Crane affida al suo personaggio Toby. Immagino l’autrice e illustratrice Rebecca Crane seduta in un bar col suo caffè, cercando l’ispirazione per un suo nuovo lavoro (ha dichiarato che così dà il via alle sue creazioni!) e aver rincorso con

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“Ascolta”

Degas scriveva: “Mi piacciono le persone che sanno essere al nostro fianco senza far rumore. Sempre presenti quando abbiamo bisogno. Sempre alla distanza giusta. Sempre vicini al cuore”. Dalla saggia citazione di Degas mi piace prendere in prestito per raccontare questo meraviglioso albo, edito Il Castoro, “Ascolta”, l’idea dell’assenza del rumore, del silenzio. Perché? Ve

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“Aspetta!”

Aspettate, fermatevi. C’è un nuovo albo di Olimpia Ruiz di Altamirano, questa è la notizia. Prendersi del tempo sarà uno spasso. Un percorso dove bisogna prendere tempo, in una vita frenetica, non c’è tempo speso in maniera migliore di leggere un libro, sia per bambini che per adulti.Questo libro dovrete portarlo sempre con voi, quando

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“Ancora niente?”

Kalandraka ci propone il nuovo libro del visionario e innovativo Christian Voltz che attraverso i suoi materiali riciclati, filo di ferro, carta e molto altro illustra una storia sull’ importanza dell’attendere, sulla pazienza e sui tempi della natura. In questo tempo, in cui viene chiaro dalla terra di piantare quanto più semi è possibile per

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“Tutti in coda” e “Piccole tigri”

Pazientare, aspettare, cercare, trovare una soluzione, con calma, ponderare la situazione. Ci vorrebbe un corso, una disciplina scolastica per insegnare a noi stessi e ai nostri figli tutto ciò. In un mondo che va a velocità doppia e dove spesso la fretta, l’agitazione, il tempo sono i nostri più acerrimi nemici.Tomoko Ohmura autrice di altri

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“Una storia molto in ritardo”

Il nuovo albo illustrato di Marianna Coppo (già autrice di “Chapeau!” sempre edito da Terre di Mezzo) è una piccola ma piacevole trappola in cui si cade dopo aver sfogliato la prima pagina. “C’era una volta una pagina bianca.” E c’è davvero credeteci, è proprio una pagina bianca senza alcuna immagine, solo la frase d’esordio

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