“Se vieni sulla Terra”: Sophie Blackall racconta il mondo ad un ospite che viene da lontano, uno sguardo chiaro e diretto senza sovrastrutture, senza vizi di forma e senza pregiudizi.

“Io sono un bambino, e i bambini vanno a scuola per studiare e imparare, così sappiamo cosa fare quando saremo grandi.”

0
60

Chissà come i bambini racconterebbero il mondo ad un ospite lontano, anzi lontanissimo.

Sophie Blackall ha provato ad immaginarlo traducendo in parole ed immagini una promessa fatta a se stessa tempo fa: raccontare di tutti gli abitanti della terra in un libro, con un riguardo particolare ai bambini incontrati in ogni parte del mondo, insomma, provare a raccontare pianeta intero.

Ecco come nasce questa raccolta di dritte fondamentali per chiunque voglia venirci a trovare dal lontano spazio.

Si parte da qualche dettaglio essenziale utile a distinguere la terra dagli altri pianeti: per quanto ne sappiamo, solo da noi sfumature di verde e marrone incontrano quelle del blu dei mari. Da lontano, si potranno vedere delle macchie piú intense, altre meno, attraversate da linee rette o circolari.

Quelle sono le cittá, piú o meno grandi, dove vivono la maggior parte delle persone.

Non solo ci sono città diverse, ma ci sono case diverse, famiglie diverse e tantissime persone tutte diverse!

Sul nostro pianeta se ne possono contare piú di sette miliardi, ma ciascun corpo é diverso, con qualche eccezione, se consideriamo i gemelli. A seconda di dove viviamo, il clima cambia e con esso i vestiti che indossiamo o i mezzi che usiamo per spostarci da una parte ad un’altra.

I bambini vanno a scuola per imparare tante cose e scegliere cosa faranno da grandi perché, su questo pianeta, ce ne sono di mestieri da fare. Per sopravvivere bisogna nutrirsi, bere, stare al caldo, ma non é cosí facile o scontato per tutti. Insomma, su questa Terra se ne possono vedere di tutti i colori, di tutte le forme e di tutte le dimensioni. C’é davvero una varietà incredibile di scoperte da fare, di luoghi e persone da conoscere e di esperienze da vivere, belle e brutte, ma tutte uniche ed utili per crescere e raccontarle un domani.

Se vieni sulla Terra” é un poetico affresco del nostro mondo, ben ispirato da un precedente illustre: “Here we are” di Oliver Jeffers, a cui paga anche un tributo con un cameo speciale: un lettore attento e appassionato scoverà Quinn mentre lo legge beato tra i rami di un albero.

Le illustrazioni della Blackall sono ricche e sognanti, piene di dettagli e colori, assemblate sapientemente sulle pagine doppie e ben compensate dal testo breve ed incisivo. Si vede la ricerca del movimento, della espressività che sfrutta il visivo e comunica piú dello stesso linguaggio scritto, come nel passaggio in cui si descrive come “a volte, ci facciamo male a vicenda” o in quello in cui sono elencate le cose piccole, quasi invisibili.

In tempi di pandemia, un albo come questo ci richiama prepotentemente alla riflessione, la semplicità del racconto del mondo non é una mera riduzione per l’infanzia, a cui si pensa, sbagliando, di dover propinare informazioni in formato ridotto.

Anzi, “Se vieni sulla Terra” é uno sguardo chiaro e diretto senza sovrastrutture, senza vizi di forma e senza pregiudizi. É un racconto che vuole ricordarci alcuni punti salienti: l’insita diversità del genere umano, la normalità della pluralità, la bellezza che la contraddistingue, le disparità sociali e quelle climatiche ed, ultima ma non meno importante, l’urgenza di curarci del Pianeta.Per quanti possano essere i suoi abitanti, per quanto lunga la sua storia, per quanto grande la sua capacitá evolutiva, per numerose che siano le sue risorse, questo pianeta é l’unico che abbiamo, l’unico per tutti gli esseri viventi umani, animali e vegetali che siano.

Siamo tutti qui insieme in equilibrio e, per quanto precario sia, essere sulla Terra é una grande occasione da non sprecare, anzi, da cogliere con la stessa meraviglia e disarmante lucidità di cui Quinn é capace.

Allora, alieni cari, se verrete sulla Terra, sappiate che siete i benvenuti. E se trovate anche qualche umano che ha perso la sua dimensione terrena, portatelo con voi: ne vale la pena ritrovarsi qui!

Sara Sarcuni