“La bambina e la volpe”: Kimiko Aman e Komako Sakai raccontano come l’inaspettato e la magia sono pronti a sorprenderci in ogni momento. Kira kira edizioni.

“Il cuore mi batteva fortissimo. Non sapevo cosa fare. Tenendoci per mano, io e Ken siamo usciti da dietro gli alberi. – Ciao. – Ho detto Le volpi si sono voltate e, per la grande felicità, i loro occhi tondi sono diventati sottili come fessure.”

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Quanto ci piacerebbe essere Rie e Ken (due dei protagonisti), almeno per un breve pomeriggio. Le forti sensazioni giapponesi si appropriano di quest’albo e portano con sé, la leggerezza dell’infanzia, del fantastico, della sorpresa, della meraviglia, e inoltre un senso di unione con la natura tra due tipologie di “cuccioli”. Un messaggio di tolleranza, dove le differenze sono apprezzate, anzi vengono esaltate.

Rie si accorge di aver dimenticato la corda al parco, vuole recuperala il prima possibile, ricorda bene di averla lasciata su un ramo di un albero. Ken, il suo fratellino, non può non accompagnarla. Arrivati al parco, la corda per saltare non c’è più, chi l’avrà presa? Sentono delle voci, pensano possano essere i loro amici, ma scoprono un gruppo di dieci piccole volpi che stanno giocando con la loro corda. Entusiasti e divertiti nel vedere questa sorpresa, Ken non può trattenersi dal ridere, quando le volpi inciampano nelle loro stesse folte code. Ecco si sono guardati negli occhi, i cuccioli di natura diversa possono giocare insieme, la magia può irraggiarsi nell’aria, fino a quando è tempo di salutarsi. Il rientro a casa sarà sicuramente molto animato, un pomeriggio da ricordare per Rie e Ken.

La volpe giapponese è un soggetto ricorrente nella cultura e nel folclore di stampo nipponico. Secondo la mitologia giapponese, del resto come la nostra credenza popolare, la volpe è un essere animale dotato di grande intelligenza, in grado di vivere a lungo e di sviluppare con la fase di maturazione poteri soprannaturali.Il testo leggero e divertente, esalta le espressioni splendide dei due bambini, il verde e la natura sono il vero sfondo dove avviene tutta la storia. Le illustrazioni di Komako Sakai sono uniche e originali, del resto ci aveva sorpreso in “La scatola magica” che vi consigliamo di recuperare.

Kimiko Aman. Nata nel 1931 in Manciuria, dove il padre si era trasferito per lavoro, è poi tornata in Giappone, si è diplomata e ha proseguito gli studi nel campo educativo attraverso il Dipartimento di Educazione per corrispondenza dell’Università femminile giapponese. Ha conosciuto lo scrittore per bambini e poeta Junichi Yoda che l’ha presentata allo scrittore Joji Tsubota, direttore della rivista per bambini “Biwa no Jitsugaku”. La raccolta dei suoi racconti pubblicata sulla rivista, ha vinto il 1° Premio New Face della Japan Children’s Literature Association e il 6 ° Noma Children’s Literature Recommended Work Award nel 1968. Ha scritto molti altri albi illustrati e la sua carriera è costellata da riconoscimenti. I suoi lavori sono pubblicati nei libri di testo delle scuole elementari giapponesi. Secondo la critica, il suo lavoro mescola caratteristiche della letteratura per bambini giapponese e di quella occidentale ed è caratterizzato da una visione “gentile” del mondo, simile alla poetica di Kenji Miyazawa, autore che ama fin da piccola. Vive nella prefettura di Kyoto.Komako Sakai. Nata nel 1966 a Hyogo, ha studiato alla National University of Fine Arts and Music di Tokyo. Si è dedicata al design tessile prima di iniziare il suo lavoro come autrice di libri illustrati. È una delle più popolari illustratrici in Giappone, amata anche in negli Stati Uniti e in Europa dove i suoi lavori vengono regolarmente tradotti. Il suo segno è unico e inconfondibile; dal primo all’ultimo albo, ritroviamo immutabile nella sua arte, la peculiare atmosfera dell’infanzia, la tenerezza nei profili dei protagonisti bambini, la capacità di raccontarne i gesti, gli sguardi, i sentimenti.

Pietro Rondinone