“L’incredibile corsa dello sciroppo”: è una gara per raggiungere quel limite che si sposta ogni volta sempre più in là: ci vuole ingegno, sacrificio e creatività per studiare soluzioni per affrontare i propri traguardi. Parola di Sinnos.

Un albo visionario dove una fantasmagorica schiera di macchine guidate da incredibili e coraggiosi animali racconta l’avventura della notte più attesa ed emozionante del bosco ai piedi di Castelquercia. Una rocambolesca gara tra contrasti, sfide, reinvenzioni creative, amicizia solidale e inaspettati risvolti e voglia di non arrendersi mai.

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Anche quest’anno l’Incredibile grande Corsa dello Sciroppo è l’evento più atteso di tutti. La preparazione è meticolosa e solo gli spiriti più tenaci e temerari potranno prendervi parte.

I fratelli Gluk con la loro Gru dalla vista acuta sono tra questi, insieme a Lolof, Anastasio Pepino e suo cugino Straub, Marcel Tuk, Firminio e Basilio Coppini, ElioGabrielo, Nelide Bassotti e gli ingegnosi Krakut, Jules d’Espinasse e Robarbo il Nero creatori di grandi macchine meccaniche.

L’unica a restare fuori dal coro sembra essere Antonia Spazzanevi, la cui determinazione, però, è tale da farla partecipare persino con un piede ingessato.

Ai piedi di Castelquercia è tutto pronto: gli spettatori sono al loro posto, i pipistrelli danno il via con le trombe e si parte! La lotta è serrata sin dall’inizio, ma non mancano gli imprevisti. La povera Nelide vede il suo trattore finire schiacciato, la mongolfiera di Krakut si incastra tra i rami e un grosso maleodorante ostacolo ferma i ciclisti Firminio e Basilio lasciando basiti un po’ tutti i concorrenti, che si interrogano da dove provenga.

I papabili vincitori sembrano essere Jules d’Espinasse e il grosso Lolof, ma, proprio sul più bello, la trappola tesa dal primo al suo avversario finisce per bloccare entrambi bloccandone la corsa.

Ma si sa, le tele di un ragno sono davvero appiccicose! Chi la fa, l’aspetti!

In tutto questo confusionario correre e riparare agli imprevisti ripartendo come meglio si può, la stralunata Antonia Spazzanevi si è persa tra il fogliame. È così distratta che nemmeno ricorda più che ci fa lì. Le ronzano in testa le parole “corsa” e “sciroppo”, ma proprio non ha idea di cosa vogliano dire, piuttosto vorrebbe bere quello sciroppo perché ha una gran sete. Attanagliata da questo bisogno, Antonia si rende conto di avere i piedi bagnati. Si era fatto buio da un pezzo e quella non poteva che essere rugiada, così, pensa di ripararsi col suo ombrello, ma quelle goccioline non piovono mica dal cielo! Al vento, però, piacciono gli ombrelli, basta poco per farli volare via. Mentre la distratta mosca volteggia leggera, un boato fa tremare il bosco: la talpa meccanica di Robarbo il nero, tornando allo scoperto, ha mandato in mille pezzi tutte le altre macchine.

È una corsa davvero mozzafiato e nulla può darsi per scontato. Infatti, proprio l’ultima tra i favoriti sembra pronta a traguardare l’obiettivo, se solo si ricordasse dove fosse. Ancora una volta quest’anno, a vincere su tutti sarà il sole che per primo arriverà alla meta colorandosi di un intenso colore rosso, rosso amarena, invitante come il dolce sciroppo che se ne ricava!

Tutti ammirano il vincitore sedendosi a prender fiato e a godersi lo spettacolo.

Non ci si può dare per vinti, però. La linea di arrivo è lì da qualche parte e bisogna raggiungerla anche senza mezzi.

È qui il fulcro di questo allegro ed onirico albo. Le illustrazioni sono dense e ricche di particolari, i disegni a china son dettagliatissimi nella loro astrazione con quel guizzo di ironia che contraddistingue la mano di chi le ha tracciate: Charles Dutertre. Sarà questo il trait d’union con l’autore Alex Cousseau, o sarà la condivisa ottica visionaria, certo è che il sodalizio letterario tra i due va  avanti da diversi anni e produce dei risultati davvero efficaci e stimolanti.

L’incredibile Corsa dello Sciroppo è un intenso, vivace, ironico ed incalzante racconto di una avventura surreale, ricca di figure caleidoscopiche in movimento, ma estremamente accattivante.

Il paesaggio della narrazione è abitato da una parata di improbabili animali dai tratti più che dettagliati ed ognuno col suo particolare guizzo di genio. Non importa quanto inusuali o poco credibili siano, riescono a catturare e coinvolgere il lettore a patto che sia attento. I dettagli son così tanti da  non essere immediatamente decifrabili e richiedono una rilettura attenta per catturarli e goderli. Eppure è questo affollamento ad agganciare il lettore che, nel seguire la storia, segue anche il corso dei tratti grafici che la accompagnano in modo altrettanto descrittivo.I personaggi sono tutti differenti e hanno fattezze tanto strane da risultare una normalità. Sembra così che Jules d’Espinasse, Robarbo, i fratelli Coppini o persino la stralunata Antonia Spazzanevi nella loro diversità siano l’esempio perfetto di una comunità inclusiva e collaborativa, dove le peculiarità individuali sono solo sfaccettature della personalità e le forze si uniscono per raggiungere l’obiettivo comune nel segno di una sana competizione, nonostante i litigi e gli imprevisti.

L’incredibile Corsa dello Sciroppo è una gara per raggiungere quel limite che si sposta ogni volta sempre più in là: ci vuole ingegno, sacrificio e creatività per studiare soluzioni per affrontare i propri traguardi, ci vuole tenacia per resistere agli urti e tenere dritta la barra, ci vogliono avversari che possono diventare amici se si è saggi abbastanza da unire le forze verso un fronte comune, ci vuole un pizzico di vento di fortuna perché non tutto è prevedibile, ci vuole la contemplazione anche delle sconfitte per tirare il fiato e partire nuovamente. Jules d’Espinasse ha ragione «Non è ancora finita!»

Sara Sarcuni