“Il cavaliere delle stelle. La storia di Giorgio Perlasca”: perché l’amore è la più bella di tutte le avventure, l’incredibile storia di un grande uomo, nominato Giusto tra le nazioni.

Una chiave originale per raccontare anche ai più piccoli la storia di dell’uomo che si finse un console spagnolo e salvò la vita a 5218 ebrei ungheresi. In questo albo illustrato Perlasca diviene Messer Giorgio.

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Spiegare ai bambini uno dei periodi più bui dell’umanità è un compito difficile, sia per i genitori che per gli insegnanti.

Non dobbiamo esimerci però da questo compito, perché spiegare alle nuove generazioni quello che è accaduto nel passato, serve a non dimenticare e a sperare che gli errori del passato non si ripetano.

Questo libro scritto da Luca Cognolato e Silvia Del Francia e magistralmente illustrato da Fabio Sardo può aiutarci a fare un passo in questa difficilissima impresa iniziando a parlare dei Giusti tra le nazioni, cioè i non-ebrei che hanno con le loro azioni aiutato a salvare anche un solo Ebreo dal genocidio.Tra questi c’è Giorgio Perlasca la cui storia viene trattata in questo libro, a partire dal sogno della sua infanzia quello di diventare Cavaliere.

Giorgio diventa grande e cerca i cavalieri nel mondo ma non riesce a trovarli. In compenso trova l’amore e capisce che la guerra e l’orrore che in quel momento nel mondo si stavano diffondendo, a lui proprio non piacevano. Ma per lavoro durante la seconda guerra mondiale viene mandato in una città con un grande fiume blu (il Danubio) dove vede tante persone con la stella gialla in petto che vengono emarginate e allontanate dalle attività quotidiane della città.

Giorgio chiede aiuto ad un diplomatico spagnolo che lo investe della carica di Cavaliere e poi scompare senza lasciargli neanche una spada per difendere “le Stelle”.Allora il nostro Cavaliere si costruisce una spada forgiata nel coraggio e ogni giorno inizia a mettere al sicuro qualcuno con la stella gialla.

Oggi sappiamo, che dopo tanto tempo e con non poche difficoltà, la verità su Giorgio Perlasca è venuta fuori, grazie allo sforzo di tante persone e alle loro testimonianze, ha salvato circa 5000 Ebrei aiutandoli ad andare in Spagna con documenti falsi, sventò inoltre l’incendio e lo sterminio nel ghetto di Budapest con 60.000 ebrei ungheresi, intimando direttamente al ministro degli interni ungherese Gábor Vajna una fittizia ritorsione legale ed economica spagnola. Perlasca non raccontò nulla del suo passato, neanche alla sua stessa famiglia, ai pochi vertici a cui comunicò la vicenda lo ignorarono per ragioni diplomatiche, politiche o per poca attenzione.

I disegni sono tratti semplici e alternano colori caldi a colori cupi (quelli delle divise naziste) ma mai spaventano il lettore o danno sfogo all’orrore che sappiamo essersi perpetuato in quegli anni, invece aiutano a seguire la storia, evidenziano l’eroismo nella semplicità di quest’uomo. Abbiamo associato visivamente, le lance dei nazisti e lo stesso esercito, sia alle carte che difendono la regina in Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll, sia i feticci della strega Karabà, nel primo film di Kiriku ideato, scritto e diretto da Michel Ocelot, in entrambi casi come nello stesso libro, sembrano non poter nulla contro un protagonista forte e vincente.

La conclusione lascia nel lettore la speranza che grazie all’amore tutto viene fatto senza ricercare nulla in cambio, perché “l’amore è la più bella di tutte le avventure.”Per spiegare la Shoah iniziamo a parlare di coloro che hanno salvato qualcuno, anche una sola persona e non di coloro che hanno distrutto anche una sola vita, perché se partiamo dalla certezza che c’erano in mezzo a quella brutalità uomini buoni sappiamo che ne potremo formare di nuovi, perché il nostro futuro dipende dalla visione del mondo che noi diamo ai bambini di oggi. E questa visione del mondo deve essere positiva e costruttiva ma soprattutto piena di speranza.

Chi salva una vita salva il mondo intero”.

Marienza Montemurro