“Avanti tutta!”: un’impresa incredibile, un sogno impossibile, un’avventura straordinaria, salire sempre più su, la fantasia di un bambino pronta a sconfinare nella più piacevole immaginazione.

“In giardino, contro l’albero, trovo due pali lunghissimi, così lunghi che non se ne vede la fine. Ci penso un po’ su e mi arrampico. Sono due trampoli. E dall’alto ammiro il paesaggio. Si vedono i campi, il lago, la montagna. Gli alberi paiono cespugli e il cielo una goccia vicina. “È pericoloso. Scendi!” Batte il piede la mamma”.

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Un albo surreale in cui testo e parole, perfettamente legati, testimoniano come, a volte, può bastare un cambio di sguardo per aprire la mente a mondi incredibili, a meraviglie inaspettate e lucenti, ad incontri rassicuranti per rinfrancarsi lo spirito e salpare insieme verso un altrove tutto da costruire.

A volte la vita sembra scorrere sempre uguale, senza che niente di speciale accada, senza nemmeno un sorriso. Poi, qualcosa accade. Qualcosa di semplice, insolito, inaspettato. “Due pali lunghissimi, così lunghi che non se ne vede la fine”. Non sono due legni e basta, sono due trampoli, due trampoli verso l’oltre sconfinato dell’immaginazione. È lì che si trova il nostro protagonista.

Dal solito all’incredibile il passo è breve ed, oltretutto, è davvero bello. Così bello da attirare l’attenzione di compagni di avventure, il cane, mamma e papà che inutilmente tentano di farlo scendere, infine, gli amici che uno dopo l’altro si susseguono su quei trampoli infiniti a vedere i paesaggi della meraviglia. Non è che sia tutto facile: starci in tanti lassù è pericoloso, si rischia di perdere l’equilibrio, soprattutto se una capretta ha un attacco di fame. Ma non c’è spazio per lo scoramento o per le arrabbiature in una giornata simile. È tempo di radunare l’equipaggio, mantenere alto il morale e andare Avanti Tutta!

È un albo per indomiti sognatori questo, non c’è che dire, ma data l’autrice e la sua spiccata capacità creativa, c’era da aspettarselo. Guia Risari fa notare ancora una volta la sua vasta esperienza in campi diversi del narrare oltre che del fantasticare. Il suo essere anche traduttrice, allenata a calarsi in culture diverse, la mette, poi, nella condizione ideale di sapere cosa sia la molteplicità dello sguardo e quanto valga non solo linguisticamente. Sarà qui che risiede questo andare sempre più su, il curiosare cosa ci sia sempre in più in alto, gradino dopo gradino?

La valenza espressiva delle parole della Risari è elevata di potenza dalle illustrazioni di Daniela Iride Murgia che, col suo stile inconfondibile, trascina sui trampoli del surreale anche i lettori in una perfetta fusione poetica tra immagini e testo. Se i suoi personaggi sembrano usciti da un circo vittoriano, i paesaggi saltano fuori da antiche mappe di luoghi dell’immaginario, quelli dove l’impossibile è solo un tratto dell’essere comune, dove i confini sono labili ed hanno il solo limite del fino a dove può spingersi lo sguardo. E gli orizzonti qui sono sconfinati.Bellissima, inoltre, la rappresentazione dei trampoli come due matite: metafora perfetta della scrittura del fantastico che inizia a tracciare i primi segni di una strada su un piano bianco, per poi prendere il largo tra tavole dettagliatissime, sino allo spazio infinito ricco di sfumature diverse ed ancora più avanti. Avanti tutta, per l’appunto.

È un tratto quello che fa la differenza. È farsi sorprendere e lasciarsi andare a cambiare non solo lo sguardo, ma la prospettiva intera del tutto.

“Ci sono dei legnetti messi di traverso per riposarsi, ma io mi sento forte e monto fino in cima. Capisco che sono dei trampoli. E dall’alto ammiro il paesaggio.”

In questo semplicissimo passaggio c’è la chiave di volta dell’albo: l’invito a non desistere ed avventurarsi, esperire un altro, o più, punti di vista per scoprire quanto di sorprendente ci sia aldilà della strada solita. Andare avanti tutta perché gli incontri si fanno camminando, perché la curiosità ha bisogno di nutrirsi passo dopo passo, senza dimenticare qualche pausa per contemplare il panorama e riprendere fiato. Andare a e sentirsi forte per questo, andare ed appoggiarsi a chi è ancora più forte e temerario, perché condividere una avventura la rende solo più interessante. Continuare il proprio incedere con lo sguardo curioso, sognante e creativo, per guardare in sù anche quando tutto vuole costringerci a tenere gli occhi bassi, per guardare intorno e oltre e non perderci piccole, ma significative, meraviglie.

Non ci può essere invito più bello ed incoraggiante ad ogni età.

Allora… Avanti tutta!

Sara Sarcuni