“Che disastro di Natale!”: Sylvaine Nahas e Bimba Landmann portano gioia e un finale lieto in un Natale che sembra non proprio perfetto.

Un'inaspettata e imprevedibile visione di quello che nell'immaginario collettivo è un dolce e serafico omone in rosso con la barba bianca.

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Non vi è mai capitato di preparare una festa o di seguire un progetto, di definire ogni dettaglio e poi comincia ad andare tutto storto? A quanto pare questo può succedere anche a Babbo Natale che viene presentato da Sylvaine Nahas nell’albo “Che disastro di Natale!”, edito Edizioni ARKA, come fortemente contrariato da quanto accade per i preparativi del Natale. L’ autrice in maniera semplice ci apre una finestra nella quotidianità del villaggio di Babbo Natale. Ci aiutano nella visione e nella comprensione di questo racconto le immagini uniche e colorate, dal tratto definito e poetico, di Bimba Landmann. Babbo Natale lascia i panni del mito per diventare un uomo come noi, mostrandoci le sue fragilità. Qualcosa non sta andando per il verso giusto nella preparazione dei regali: gli elfi hanno sbagliato a verniciare i camion dei pompieri, verdi e non rossi! Arrivano le letterine dei bambini e le richieste sono tutte per giochi tecnologici che gli elfi non sono in grado di fabbricare! Giunge la vigilia di Natale e 4 renne hanno partorito e non potranno accompagnarlo nel suo viaggio alla consegna dei doni. Le renne vengono sostituite dall’elefante Emilio che goffo e alla sua prima esperienza finisce per rompere la slitta. Stanco, arrabbiato, tutt’altro che felice e con il suo abito ridotto a brandelli per le continue cadute dalla slitta, Babbo Natale si ritrova a piangere con Emilio singhiozzando: “che disastro di Natale!”. Ma è a partire da questo momento che la magia del Natale torna a splendere e questa luce si rende possibile grazie ad Antonietta, Luigi e la piccola Lisa. Inaspettatamente Babbo Natale realizza che quel Natale così imperfetto e ‘disastroso’ in realtà si era rivelato come il più vero. Il suo mugugno continuo, accompagnato dal solito “Grrrrr! Grrrrr! Così non va!” che accompagna tutto l’albo dal principio e quello sguardo così arcigno e severo si sciolgono come neve al sole, e lasciano il posto a quanto Babbo Natale con una carezza amorevole ad Emilio sussurra: “un Natale perfetto, vero, amico mio? “.

Un monito per tutti: ci possono essere brutti momenti, i nostri piani essere stravolti ma lasciamoci travolgere dai sentimenti positivi che sicuramente incroceranno il nostro sentiero. Quando tutto sembra andare male e lo sconforto prende il sopravvento, da qualche parte c’è un lumicino pronto a far recupere le energie perse, le persone giuste al momento giusto, sono il regalo più bello. Una bella storia natalizia da leggere e rileggere sotto l’albero di Natale illuminato.

Consigliato ai lettori dai 4 anni in su.

Nunzia Moretti