“Vita dei bambini nell’antica Roma”: ultimo capitolo del duo Chae Strathie e Marisa Morea, dopo Egitto e Grecia, ecco come se la passavano i piccoli nell’antica Roma.

Venite a scoprire che i Romani sceglievano grasso di orso per farsi crescere i capelli, o cacca di piccione per farsi biondi e che i bambini iniziavano a lavorare prima dei 7 anni, quindi piccoli lettori non vi lamentate.

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Se davvero si pensa che quel piatto di verdure abbia un cattivo aspetto, che disinfettare quel graffio faccia talmente male da togliere il fiato, che la mamma ci metta troppo per prepararsi e truccarsi prima di uscire, che la stanza dei giochi sia troppo piccola, allora i nostri bimbi non hanno ancora letto queste pagine.

Terzo volume di una interessante collana su usi, costumi e stranezze dei bambini dell’antichità, arriva dopo i primi due viaggi alla scoperta degli Egizi e dei Greci.Sfogliando queste pagine, sembrerà di fare un viaggio nel tempo, a bordo di una navicella fantastica. O sembrerà di sfogliare un divertentissimo dizionario sui costumi, sulle abitudini più strambe e sui termini più intriganti in uso nell’antica Roma.

Albo coloratissimo e invitante, con disegni semplici che accompagnano e, a volte, superano nel numero, le parti di testo, è diviso in dieci “capitoli”, ciascuno dedicato ad un aspetto della vita dei Romani: dalla cura del corpo alla famiglia, dall’educazione e istruzione ai divertimenti, dalle divinità agli imperatori, dalla medicina alle abitudini alimentari. E per i più curiosi, c’è anche un glossario!

E così, a mano a mano, compaiono, in un universo variegato e ricco di dettagli, moltissime notizie, a volte anche sorprendenti ed inedite, sulla vita di questi nostri progenitori. Sarà divertente scoprire che i Romani sceglievano grasso di orso per farsi crescere i capelli, o cacca di piccione per farsi biondi, che i bambini iniziavano a lavorare prima dei 7 anni, o che gli schiavi dormivano fuori dalla stanza dei padroni, vicino la porta, oppure che i ghiri e i roditori erano prelibatezze che solo i ricchi potevano mangiare, o che i brufoli si curavano con un intruglio di olio e formaggio o che il dio Giove doveva seguire delle regole ferree per decidere della vita e della morte o della fortuna dei cittadini di Roma.

Ma non vi sveliamo qui tutto il contenuto di questo viaggio nella storia: sono tali e tante le curiosità che sarà bello scoprirle a poco a poco. Con l’appoggio del British Museum, Lapis accoglie la bella sfida di insegnare la storia tramite aneddoti molto divertenti e, soprattutto, attualizzandola: tutte le pagine confrontano sempre un’usanza o una tradizione dell’antica Roma con le abitudini dei bambini del 2020.Ne risulta un espediente didattico efficace con l’ulteriore obiettivo di formare e sensibilizzare i bambini, riportando la loro attenzione sulla vita fortunata, comoda e stimolante che conducono al giorno d’oggi, invitandoli a riflettere. Così, quando gli verrà voglia di fare i capricci o lamentarsi perché sono sfortunati, potranno ripensare alla vita non proprio agevole dei loro antenati, e considerare che, in fondo, non se la passano poi così male!