“Fiabe in rosso”: è un progetto vero, sincero, attuale, che emoziona e induce alla riflessione attraverso pagine che si allontanano da ogni cliché, costruendo racconti che ribaltano gli stereotipi.

“Questo libro è dedicato a tutte le bambine e a tutti i bambini del mondo, perché non smettano mai di cercare un lieto fine per la storia della loro vita”.

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“Questo libro è dedicato a tutte le bambine e a tutti i bambini del mondo, perché non smettano mai di cercare un lieto fine per la storia della loro vita”. Incomincia così questa raccolta di fiabe, con questa dedica che è, al tempo stesso, un consiglio amorevole, un augurio, un incoraggiamento e una carezza delicata.

Fiabe in rosso, in questa nuova edizione ampliata, racconta fiabe ispirate alla tradizione ma con molti dettagli in più, che le diversificano e le allontanano dalle versioni originali, senza metterne in discussione il valore ma, dando, in aggiunta, delle sfumature di colore che le adattano perfettamente e in modo attuale ai tempi che stiamo vivendo.Il filo conduttore che ci porta a viaggiare attraverso queste fiabe è il rosso, colore simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, che ha ispirato, sin dal suo esordio di cinque anni fa, questo progetto. Non è un caso, infatti, che Cenerentola sia una ragazza con la pelle scura, esposta a discriminazioni ed umiliazioni, e che le sue scarpette siano rosse. Non è un caso che Malvina sia costretta a vagare per mare su un’imbarcazione fredda e poco accogliente, e che non riesca a toccare terra. Mignolina, poi, viene raccontata come costantemente esposta alla discriminazione per il suo aspetto fisico differente. E come non citare la Cappuccetto Rosso controcorrente, indaffarata nello sfuggire alla cattiveria e a chi, ingannandola, vuole approfittarsi di lei. Ed, ancora, il viaggio continua e invita il lettore a vivere le avventure di Biancaneve, ad assistere ad una storia in cui i ruoli della principessa sfortunata e del principe, ad un certo punto, si invertono. E poi c’è Rosaspina che, anziché dal principe, viene baciata dalla fata, rimasta incantata dalla sua bellezza. E con Raperonzolo si parla di amore ritrovato, quello vero, tenero, quello della verità che riapre gli occhi e dona la vista, che lascia fare viaggi meravigliosi.

Fiabe in rosso è un progetto vero, sincero, attuale, che emoziona e induce alla riflessione attraverso pagine che si allontanano da ogni cliché, costruendo racconti che ribaltano gli stereotipi, li smontano, li scompongono, per ricostruire realtà che conducono al lieto fine.

Un lieto fine che, purtroppo, nelle cronache degli ultimi anni, spesso è mancato e manca. Questo libro vuole focalizzare, infatti, l’attenzione sui temi della violenza fisica e psicologica, della discriminazione di razza, di genere, dell’affettività distorta e manipolata. Una volta acquisita la consapevolezza di come queste fiabe narrate guadagnino un ulteriore valore da un punto di vista “pedagogico e di critica sociale”, la trasmissione ai più piccoli, che probabilmente conoscono le versioni tradizionali, diventa agevole, permettendo anche un indubbio lavoro di stimolo della fantasia e dell’immaginazione, grazie ad alcuni cambiamenti introdotti nella struttura narrativa o in alcuni singoli elementi delle storie.

Le illustrazioni aiutano il testo costruendo scene e immagini lontane dall’iconografia tradizionale, quella di principesse e principi stereotipati a cui tutti sono abituati. Alcune protagoniste vestono alla moda, vestono abiti punk, hanno la pelle scura, la carrozza non è una zucca ma una fragola rossa e così via.

Le immagini sono pensate come ritagli di giornale, proprio a rimarcare il costante ritorno di storie di violenza nelle cronache di tutti i giorni. Il colore rosso, chiaro e dichiarato tributo al progetto Zapatos Rojos, torna quasi in tutte le pagine, ora a sottolineare dettagli, ora a colorare abiti, ora a predominare nella scena, con i molteplici significati dell’amore, della passione ma anche dei delitti e della violenza.Un libro di fiabe, insomma. Ma non di quelle che ci si aspetta di leggere di solito. Il messaggio è chiaro: superando, poiché ampiamente e a gran voce condannata, ogni forma di violenza e discriminazione fisica, morale e psicologica, gli autori aggiungono un messaggio positivo che rimarca l’importanza di un’affettività attenta, premurosa e soprattutto sana. Un’affettività, in questo senso, necessaria all’interno di ogni percorso educativo. E poi, con estrema dolcezza e garbo, ci raccontano fiabe con un lieto fine, come meta da raggiungere nella vita, che incoraggiano a lottare per gli ideali e i valori più alti, a raggiungere un finale felice, anche a fatica conquistato, ma con dignità, correttezza e rispetto per sé stessi e per gli altri. Dedicato alle bambine e ai bambini, ma anche alle donne e agli uomini che se ne occupano e che gli stanno accanto … perché non è mai troppo tardi per incominciare a leggere fiabe e a cercare un lieto fine.

Mariangela Tantone