“Le cose che passano”: tutto nella vita nasce, evolve e, prima o poi, passa. L’albo poetico di Beatrice Alemagna ce lo ricorda con semplicità e immediatezza arrivando dritto all’essenza della pura evidenza.

“Nella vita, sono molte le cose che passano. Si trasformano, se ne vanno. Tutte, meno una.”

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Ha fatto la sua comparsa in libreria a fine 2019, ma l’albo della Alemagna ha un respiro incredibilmente attuale in questo momento storico.

La vocazione poetica de “Le cose che passano” si evince sin dalla copertina: un dente di leone che si dissolve al soffio di una bambina. Un volo semplice verso un altrove ignoto, dove quella forma non sarà più la stessa, ma troverà un nuovo modo di essere, una nuova vita. Si trasformerà, appunto, e passerà.Il sonno, prima o poi, finisce. Le ferite guariscono senza lasciare traccia, o quasi. La musica scivola via e, persino i pidocchi, se ne vanno così come i brutti pensieri, o le lacrime. La stessa pioggia lascia il passo al sereno. Le paure, anche quelle brutte e nere, svaniscono, come il fumo. Le foglie cadono, come i capelli o denti. La polvere, quella, va e viene, continuamente, ma per qualche tempo ci dà tregua.

Insomma, tutto, prima o poi, passa, si trasforma. Tutto tranne una cosa che resterà per sempre: un sentimento universale capace di essere esattamente forte come il tarassaco, lieve come le piume dei suoi pappi, tenace come la capacità riproduttiva dei suoi semi.Beatrice Alemagna con le sue illustrazioni raffinate e sognanti ci fa compiere un viaggio tra le pieghe del tempo con un espediente semplice: un foglio di carta lucido che si interpone fra le pagine doppie. Voltare la pagina è come voltarsi indietro e guardare quello che è successo. Si cambia prospettiva e, nel tempo di un respiro, si palesa il cambiamento da una condizione ad un’altra. Incessante, come le onde del mare, il tempo scorre e con esso ciò che al suo interno si sviluppa. Senza pedanterie, senza retorica, ma alternando ironia, dolcezza, stupore e umanità questo albo guarda agli accadimenti della esistenza, alle cose che esistono o succedono e, poi, inevitabilmente, passano. Le illustrazioni si muovono da un aspetto ad altro della vita comune: persone diverse, piccoli, grandi, oggetti del quotidiano, piante o elementi naturali. Le immagini sono dense, hanno come una texture che le rende come pastose, palpabili e, quindi, più presenti e comunicative. Le cose accadono, è vero, ma, prima o poi, passano e questa trasformazione ci regala nuove consapevolezze, nuovi orizzonti.

Con il piccolo testo che le accompagna si racconta la poesia delle piccole cose che abbraccia ambiti diversi, ricordandoci quel fil rouge che lega ogni singolo elemento dell’esistente e senza il quale la sua finitudine sarebbe come priva di senso. Per quanto il flusso della vita sia ineluttabile, nel bene e nel male, c’è qualcosa che resta. È qualcosa di più forte del tempo, perché resiste al suo scorrere anzi lo oltrepassa, sfuggendo tra le sue maglie continuando a dare prova della sua esistenza, del suo esistere e resistere nonostante tutto. L’albo dell’Alemagna si conclude con una certezza, con una evidenza di ciò che c’è. Innumerevoli le sue forme, infinito il suo tempo, coraggioso il suo incedere, testardo il suo andare: l’amore di una madre è la Vita che si afferma e dice al Presente la sua voglia di Futuro.

Allora vale la pena sfogliare e risfogliare Le cose che passano, ad ogni età, per compiere di tanto in tanto questo viaggio nel tempo, nel nostro tempo delle cose che c’erano e sono passate, leggere come un vento o pesanti come macigni. Vale la pena sfogliare il libro per ritrovarci all’ultima pagina e lasciarci coccolare da quella evidenza, da quella cosa che proprio non passerà e ci darà sempre lo stimolo per ricominciare, guardando sempre avanti con un sorriso, a volte malinconico, rivolto a quello che è stato.