“Qui comandiamo noi!”: il bullismo si combatte con l’eleganza. Quando tocca isolare i bulli sono dei campioni, parola di Lisen Adbåge.

Un gruppo di cinque bambini costretti a subire quotidianamente i dispetti e le provocazioni di quattro bulletti di quartiere.Fino a quando, un bel giorno... cambia qualcosa.

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Una storia vecchia, potremmo dire.

Parliamo di situazioni che tutti conosciamo. I bulletti sono sempre esistiti e hanno reso difficile la vita di tanti bambini e ragazzini che volevano semplicemente trascorrere un pomeriggio a giocare al parco, o in piazza, o durante la ricreazione a scuola.

E’ proprio la situazione che si presenta in questo albo, narrato dal punto di vista delle cosiddette vittime. Ogni volta che si decide di giocare alle altalene, allo scivolo con la torretta, arrivano i disturbatori che impongono di lasciare i giochi per cedere loro il posto.E’ dura la via di quelli che non decidono mai…

Possono fare cose molto cattive, i bulli. Anche distruggere una casa sull’albero costruita con tanto impegno e fatica. Ma un bel giorno c’è la svolta. I bulli possono anche essere fermati. Provate ad organizzare una partita di pallone con soli quattro giocatori e vedete cosa ne esce fuori.

Questa sfida è stata vinta da coloro i quali venivano considerati “ultimi”, ma si spera che crescendo vengano abbattute queste differenze, soprattutto tra bambini e ragazzi, che dovrebbero essere amici tra di loro in virtù della loro giovane età e che dovrebbero condividere solamente spensieratezza.L’autrice si è occupata anche delle illustrazioni di questo libricino. I personaggi, anche se un po’ buffi e bizzarri, sono rappresentati in modo tale da rendere l’idea di quello che è il loro ruolo nella vicenda.

I bulletti hanno tutti sguardi torvi e cattivi, petto in fuori e braccia conserte. I bambini bravi hanno dei timidi sorrisi, appena accennati, e sembrano disponibili nei confronti di tutti. Gli elementi del paesaggio (alberi all’orizzonte, palazzi, campi da gioco) sono quasi abbozzati e il colore è utilizzato in modo molto naif, quasi se si stesse colorando in modo frettoloso con dei pastelli a cera.

Un espediente utile per farci concentrare di più sui personaggi, su quello che sta succedendo, sulle dinamiche della “lotta” tra gruppi.Lisen Adbåge è nata a Linkoping, in Svezia, è autrice e illustratrice da quando aveva 18 anni. Ha vinto numerosi premi, e le avventure di Koko e Bo la hanno resa popolare a livello internazionale. Ha una sorella gemella, la quale si occupa anche lei di narrativa per l’infanzia.

Maria Casiello