“Bertolt”: amicizia, diversità, morte, rinascita, splendore. Jacques Goldstyn riesce a unire tanti concetti in una storia; il risultato è incredibile.

Quando muore un gatto o un uccellino, sappiamo cosa fare, ma quando succede a un albero? E, soprattutto, come evitare che Bertolt venga trasformato in legna da ardere o in un mobile o diventi stuzzicadenti?

0
562

Primo libro che andiamo a recensire della casa editrice Lupoguido, un editore che va a caccia di belle storie e di illustrazioni sofisticate e originali. Col suo naso appuntito fiuta racconti che si rivolgano ai bambini per davvero e che vogliano semplicemente raccontare senza la pretesa di avere anche qualcosa da insegnare.

Per questo la ricerca lo porterà a stanare racconti dai cataloghi di tutto il mondo, nuovi o con qualche anno in più, certo che un libro di qualità non invecchi mai.I pastelli di Jacques Goldstyn ci sorprendono da subito, la dinamicità e i colori tenui scolpiscono alla perfezione una trama semplice, dove temi importanti si collocano con una tenerezza unica. Il protagonista di sicuro non è uguale agli altri personaggi che troveremo in quest’albo di 80 pagine, la sua “diversità” è la sua arma vincente, trova noiosa la “normalità” degli altri, anzi molte volte non la comprende.

Il problema è che quando sei diverso, la gente si mette a ridere … o anche peggio: a volte proprio non gli piaci.

Di sicuro quello che preferisce è arrampicarsi su una quercia gigante, Bertolt si chiama, o così è stata ribattezzata. Proprio così inizia la storia dell’amicizia tra un bambino solitario e visto da tutti come “un diverso” e una quercia di cinquecento anni che lui chiama Bertolt.

L’albero, grazie al suo ricco fogliame, in primavera diventa un nascondiglio perfetto (dove non ti vede nessuno, ma da cui vedere tutti), una casa, un labirinto, una fortezza.Ma ad una nuova primavera, Bertolt rimane spoglio. Qualcosa sta succedendo, il finale stupisce ed emoziona, sigilla in qualche modo un albo completo, pieno, confortante. Abbiamo gradito le pagine descrittive, dove vengono presentati i volatili grandi e piccoli che vivono sulla grande quercia, ma anche gli alberi e il loro germogliare. Le ultime dieci pagine sono un silent book, il protagonista ha un’idea geniale per abbellire il suo albero. Quale sarà?

Come detto, tanti temi trattati con naturalità, il testo li evidenzia in maniera marcata nella lettura ripetuta; bullismo, diversità, autonomia, accettazione di se stessi, indipendenza, amicizia, morte, superamento del dolore: sono solo alcuni argomenti che in maniera lineare e con candore il protagonista vive nella sua storia.

Una primavera tanto desiderata, aspettata… che non arriva mai… possiamo immaginare un traguardo, una guarigione, che purtroppo non arriva … ma la vita è così bella da andare avanti per farla rifiorire diversamente.

Non avremmo potuto dire il contrario di questo grande autore, che adora correre, fare escursioni e arrampicarsi sugli alberi e non smette di collezionare sassi dall’aspetto bizzarro.Jacques Goldstyn è nato e cresciuto a Montreal. Ha imparato a disegnare da suo padre e da allora ha sempre disegnato. Ogni singolo giorno. Poi si mise a studiare seriamente, divenne geologo e andò a lavorare nelle miniere d’oro di Abitibi e nell’industria petrolifera in Alberta. Fino a quando, un giorno, ha ricominciato a disegnare di nuovo…

Ora disegna cartoni animati, si occupa di riviste scientifiche per ragazzi nel Canada francese. Scrive e illustra anche storie per bambini dai 6 ai 106 anni.

  • Titolo: Bertolt
  • Autore: Jacques Goldstyn
  • Copertina rigida: 80 pagine
  • Editore: LupoGuido (16 gennaio 2020)
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8885810217
  • ISBN-13: 978-8885810211