“Il cuore di Giovanna d’Arco”: Michelangelo Rossato racconta il miracolo con una delicatezza e una poeticità tutte sue, il tratto del disegno e la penna scrivono la storia.

“Giovanna! Giovanna! Giovanna! Non c’è più tempo da perdere!” E i miei occhi si aprirono per la prima volta.

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“Vorremmo che Giovanna d’Arco appartenesse solo ai bambini”: queste le parole di George Bernanos che l’autore, Michelangelo Rossato, riporta nelle sue note a chiusura di questo albo. Forse soltanto i bambini possono davvero riuscire a comprendere il personaggio di Giovanna, perché a loro, a differenza di molti adulti, risulta più semplice ascoltare le voci della verità e del cuore, proprio come fa la nostra eroina e combattente.

Giovanna vive nella campagna francese, a Domrémy, bada al gregge e racconta di quei suoni dolci e familiari che l’accompagnano da sempre nel suo paesino tranquillo, tra i campi e i boschi poco più in là, dove si possono sentire le voci della natura, delle fate, delle campane e, con attenzione e pazienza, il battito del proprio cuore.È il mese di maggio, che apre le porte all’estate, al grano pronto a produrre la sua ricchezza e il suo nutrimento. Giovanna incomincia a sentire voci fatate, dolci ma forti, cariche di incoraggiamento e di valore, che la spingono a lasciare tutto per partire a risolvere le sorti della guerra. Giovanna, la ragazzina della campagna che non sa nemmeno leggere e scrivere? Sì, proprio lei: Giovanna, che, invece di restare a casa a filare, parte a cavallo, stretta nella sua armatura scintillante. Ecco il sogno di suo padre, tremendo e spietato, in cui vedeva la sua bimba allontanarsi con i soldati!

I capelli, gialli e preziosi come l’oro, Giovanni li ha tagliati. Chissà se sono andati a mescolarsi col grano oppure sono volati via con quelle voci che sente ogni giorno e che volteggiano, come uccelli, sorretti dalle loro piume leggere!

Giovanna vede le case bruciare, le donne piangere per i mariti e i figli trucidati e massacrati dalla cattiveria del mondo. Non c’è più tempo da perdere. Hanno bisogno di lei. Giovanna non teme nulla, nemmeno quella oscura donna, madre di tutti i dolori, che schiaccia la dignità dell’uomo: la guerra! Ma la guerra non può vincere. Giovanna è più forte e coraggiosa, nonostante tutto, nonostante sia una donna, solo una ragazzina, spesso derisa e ostacolata. Ma le voci non l’abbandonano e l’accompagnano verso le prime grandi vittorie. Giovanna porge la corona al re ma, quando sembra che la storia termini con un lieto fine, decide di continuare la sua  “guerra alla guerra”.Ma, come di solito accade, ci sono progetti difficili da comprendere per noi esseri umani, che si spiegano solo alla luce della verità, della fede e dell’amore. È ciò che accade a Giovanna, viene fatta prigioniera e processata. E così che una pennellata nera, oscura e tenebrosa invade la storia, squarciando violentemente le pagine luminose dell’albo. Un cambio di colori ci conduce all’epilogo. Giovanna in prigione non cede alla tentazione ma risponde agli accusatori con coraggio e sempre assecondando la verità.

La fine è commovente. L’eccezionale autore e illustratore non ci fa, però, percepire una tragedia ma trasforma tutto in un quadro sereno e lucente: Giovanna respira, non ha paura perché il suo cuore è libero, risente le sue compagne voci che la circondano e la incoraggiano, Giovanna poi si mette solo in ascolto del  suo cuore che batte, non le importa se l’hanno chiamata strega o matta. È di nuovo il mese di maggio e, dalla piazza di Rouen, si solleva il crepitio delle fiamme. Ma Giovanna è già lontana, sta volando serena, sulle ali dell’amore. E sembra di sentire l’eco delle sue parole: “Perché, all’amore, ci si può solo abbandonare. Ed io, ho deciso di donarmi con tutta me stessa”.

La vita di Giovanna d’Arco è stata un miracolo, da moltissimi autori, registi, pittori, poeti, ripresa, amata e reinterpretata. L’eccellente Michelangelo Rossato lo fa con una delicatezza e una poeticità tutte sue, che caratterizzano il tratto del disegno e la penna che scrive la storia. Come egli stesso afferma, Giovanna non è un’eroina lontana, una creatura soprannaturale e distante ma, piuttosto, un’amica che combatte anche le nostre battaglie quotidiane, che ci sprona e ci supporta, proprio come dovremmo fare con tutti i nostri bambini e con i giovanissimi lettori che approcciano questo libro.

Un dettaglio importante: la parole che pronuncia Giovanna sono state tratte e spesso riportate fedelmente dagli atti del processo, svoltosi nel 1431, frutto di uno studio approfondito e appassionato dell’autore.Le immagini, bellissime come preziosi arazzi medievali, sono esaltanti e riescono, con poche gradazioni di colore che si ripetono, a sottolineare tutta la gamma delle emozioni emergenti dal racconto: con i toni caldi del dorato, del marrone, dell’ocra e del bianco ci descrive il senso di luce, speranza, coraggio e vittoria, e con le diverse sfumature più fredde del nero, grigio e argento, gli attimi di tragedia, il terrore, lo smarrimento, il lutto. Anche se fosse stato privo di testo, questo albo, ci avrebbe comunicato il mondo di Giovanna in modo ugualmente forte e commovente. Ma, a dire il vero, per fortuna, ci sono anche le parole: poche volte vi capiterà di leggere ai più piccoli la storia e gli avvenimenti del nostro passato avvolti da tanta e tale poesia.