“Il mio filo rosso” e “I due papà di Fiammetta”: l’ Orango Rosa traccia un netto percorso avanguardista, due libri per trattare tematiche nuove, la nuova collana de La Margherita.

Temi sociali e di attualità, tra cui parità di genere, famiglie allargate, omogenitorialità, guerra, accoglienza, integrazione, comprensione della diversità e questioni ambientali. Qui i primi due libri.

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Una nuova collana della Margherita edizioni: si chiama “L’orango rosa” e offrirà l’occasione di mantenere uno sguardo attento e continuamente aggiornato sulla realtà odierna, focalizzandosi su temi sociali e di attualità, tra cui parità di genere, famiglie allargate, omogenitorialità, guerra, accoglienza, integrazione, comprensione della diversità e questioni ambientali.

Per la Margherita non si tratta di tematiche nuove, bensì di argomenti già affrontati a più riprese, negli anni, attraverso una serie di albi ritenuti di fondamentale importanza nel percorso di crescita e di formazione dei lettori più piccoli. L’Orango Rosa consentirà di proporli in modo più frequente e con un impegno rinnovato. Al di là dei temi sopra elencati – punti di partenza irrinunciabili del progetto – nella collana confluiranno anche altri titoli che toccano le più disparate questioni legate all’attualità, per presentare attraverso una forma, uno stile e un linguaggio consoni alla linea editoriale della Margherita, riflessioni stimolanti sulla società di oggi. Una “finestra sul mondo” che potrà affacciare il suo sguardo su paesaggi e situazioni in continua trasformazione.

Nelle abitudini di vita dell’orango sono insiti diversi valori che ben rappresentano lo spirito di questa nuova collana. Si tratta del mammifero che allatta più a lungo i suoi cuccioli (in media fino ai 7-8 anni di età, con punte di 9 anni, un record nel regno animale). Le madri suppliscono alle carenze ambientali (scarsità di cibo, siccità), attraverso sacrifici che permettono ai loro cuccioli di adattarsi a condizioni anomale. L’attenzione e le cure che le femmine di orango riservano ai propri piccoli ha fatto sì che la scelta ricadesse su questo primate come simbolo del nuovo progetto: un esempio di profondo amore materno, di attaccamento alla vita, di protezione, ma anche un emblema della fragilità del nostro pianeta. L’orango trascorre infatti sugli alberi il 90% della propria vita e la deforestazione in corso in molte aree del pianeta rappresenta una minaccia concreta alla sua sopravvivenza.

L’orango rosa non è un esemplare qualsiasi della sua specie: il megafono che stringe nella zampa sinistra lo rende molto diverso da tutti i suoi simili. Col suo megafono percorre la foresta in lungo e in largo, diffondendo una voce che spesso si fa squillante e che rimane – sempre – fuori dal coro.

Il rosa, d’altra parte, è un colore che richiama il concetto di legame affettivo alla base del rapporto tra genitori e figli. In questo caso però, ancora una volta, riconduce anche a questioni sociali molto attuali, come la marcia delle donne su Washington del gennaio 2017, in cui centinaia di migliaia di persone hanno sfilato pacificamente dopo la cerimonia di insediamento del neopresidente USA Donald Trump. Un messaggio forte in difesa dei diritti umani, un richiamo al rispetto e alla civiltà nel confronto tra individui, non solo in ambito politico.

Un tema attuale e spesso spinoso per chi lo vive direttamente o indirettamente: la fine di un matrimonio, la separazione di due genitori e le reazioni (spesso ignorate) dei figli.

La piccola protagonista di questo albo immagina un filo rosso che collega la casa della sua mamma e quella del suo papà, che sono nello stesso quartiere e dove lei vive a settimane alterne.

È lei stessa che, a volte, si pone fra i due genitori come anello di congiunzione per tenere, ancora per qualche minuto, la famiglia unita come una volta. Dentro di lei non si spegne mai la piccola luce della speranza: la speranza che la mamma e il papà tornino a volersi bene come prima per vivere di nuovo tutti insieme. Purtroppo però, non è così facile, e separarsi da mamma e papà richiede ogni volta molta forza.La vita è diversa a seconda della casa in cui la nostra protagonista si trova, e anche le abitudini lo sono. Per fortuna nel suo zainetto porta con sé tutto il necessario per restare lontana dall’altra casa. (Quasi un kit di sopravvivenza).

Nonostante i numerosi spostamenti, la bambina apprezza la sua vita, le piace così com’è. Non mancano i momenti di paura e di sconforto per l’assenza di una famiglia unita, ma subito il dispiacere passa, ci si abitua.

Sono come dei piccoli equilibristi su quel filo rosso, tutti i bambini i cui genitori sono separati. La sofferenza è tanta, ma da piccoli si è dotati di un maggiore spirito di adattamento che li fortifica per affrontare queste situazioni spesso non facili.

Un albo, questo, scritto in modo molto delicato, leggero, che tratta in modo non pesante un problema in realtà difficile.Le illustrazioni sono molto ben fatte, con colori tenui, che ci fanno immergere nella storia. Accompagniamo la protagonista in questi suoi spostamenti e manteniamo l’equilibrio con lei, come degli acrobati, sul filo rosso.

  • Titolo: Il mio filo rosso
  • Autore: Thomas Louis
  • Illustratore: Vidal Séverine
  • Copertina flessibile: 48 pagine
  • Editore: La Margherita (12 giugno 2019)
  • Collana: Libri illustrati
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8865323000
  • ISBN-13: 978-8865323007

Le storie per bambini hanno smesso da tempo di occuparsi solo di fate, principesse, cavalieri o mostri di vario tipo. Non che la loro valenza si sia affievolita, perché quel tipo di racconti e gli espedienti in essi contenuti sono sempre utili per affrontare temi universali come il coraggio, l’amicizia o le paure. Proprio queste ultime sembrano essere una fonte inesauribile di ispirazione.

I tempi cambiano, le storie cambiano, ma le paure, in fondo, restano.

Grandi classici come i ‘Barbapapà’, le storie dell’elefante multicolore Elmer e il geniale quanto discusso ‘Piccolo Blu e Piccolo Giallo’, per quanto non destino più eccessive attenzioni e interrogativi morali, aiutano a ricordare, invece, che la paura del diverso è, da sempre, uno dei temi cardine della letteratura per l’infanzia e della società intera.

Non è un caso, dunque, se il sindaco di Venezia nel 2015 ha bandito dalle scuole uno dei capolavori del poliedrico artista e scrittore Leo Lionni, edito nel 1959, perché “certi temi vanno affrontati solo in famiglia”.

A 60 anni dalla prima uscita di ‘Piccolo Blu e Piccolo Giallo’, che con dolcezza, leggerezza, fruibilità ed un impatti visivo unici nel suo genere, ha affrontato un tema ancor oggi così spinoso, è bello accogliere la nascita di una collana come “l’Orango Rosa” che segue questo percorso avanguardista inaugurato da grandi autori del passato. Benché La Margherita Edizioni abbia da tempo proposto albi su tematiche legate a nuove realtà, questa collana segna chiaramente l’intento di affrontarle in modo sistematico, senza pregiudizi o filtri eccessivamente edulcoranti, offrendo strumenti utili alla riflessione sul mondo attuale e alla crescita dei bambini.

Temi sociali quali la diversità, le famiglie omogenitoriali o allargate, le guerre, l’integrazione, l’ambiente, non possono essere argomenti da trattare a porte chiuse in casa: nessuna visione ristretta sarà mai quella migliore.

È aprendo le porte alla pluralità di esperienze che si può fare conoscenza del mondo e della bellezze delle sue più disparate culture.

È aprendo la mente che si può essere davvero liberi dal pregiudizio e coltivare il proprio pensiero con spirito critico.

È aprendo discussioni sulla attualità che saremo capaci di comprenderne i cambiamenti senza temerli.

Uno dei primi titoli di questa lungimirante collana è “I due papà di Fiammetta”, il cui titolo è già esplicativo. Una storia dedicata all’essere famiglia, sempre e comunque. Una storia dedicata all’Amore che, per quante declinazioni, forme e colori possa assumere è l’unico grande comune denominatore di una umanità degna di questo nome.

La scuola è il primo banco di prova dove i bambini sono chiamati a fare esperienza delle dinamiche della società. Proprio a scuola, infatti, Fiammetta è vittima del gruppo di alunni più popolare della scuola che la mettono in ridicolo perché non ha una mamma: Fiammetta ha due papà. Qualcuno insinua che sia persino una malattia, almeno così ha detto un adulto. Bisogna star lontani da quella bambina contagiosa! La piccola, però, adora i suoi papà. Loro sono con lei a casa per seguirla nello studio, rimproverarla se qualcosa non va, prepararle da mangiare, sistemarla per uscire (a volte esagerando un po’ con gli orpelli) e raccontarle storie prima di dormire. Insomma, Papà e Papullo fanno tutto quello che, di solito, fanno i genitori.

Ad eccezione di una cosa, però: non possono mai presentarsi insieme nelle occasioni di vita sociale, per evitare che, l’imbarazzo causato dalla loro presenza, possa in qualche modo ferire Fiammetta. Eppure lei pensa che: “i miei due papà sono come le mie due braccia, i miei due piedi o le mie due orecchie, se ne manca uno non è più lo stesso.”

Tornare a scuola con un simile peso non è certo facile, ma un evento inaspettato offrirà un punto di svolta. Cecilia, la leader dei piccoli bulli, è in lacrime, sola e senza alcuna voglia di entrare in classe. Fiammetta le si avvicina per capire cosa non andasse: il suo papà l’aveva salutata la sera prima e non sarebbe più tornato a casa. Stare senza un papà deve essere davvero terribile e, senza pensarci due volte, Fiammetta le afferra la mano per darle a Cecilia il suo sostegno. Stranamente la bambina non si tira indietro, magari avrà pensato che la ‘fiammettite’ potesse aiutarla a trovare un nuovo papà.

Purtroppo, però, un stretta di mano non può così facilmente risolvere dei problemi gravi, ma, di certo, aiuta ed è la chiave d’accesso alla porta delle nuove occasioni.

Infatti, da quel momento Fiammetta e Cecilia sono diventate migliori amiche e condividono giochi e passioni, compresa quella per i due papà!

Come già insegnava il capolavoro di Lionni, è dagli incontri che nascono esperienze nuove, diverse nel loro genere, a cui potremmo non essere preparati, è vero, ma che potrebbero arricchirci. Allora, non è chiudendosi nella roccaforte delle proprie convinzioni che si può essere uomini e donne del mondo, ma aprendosi persino a ciò che ci sembra l’opposto del nostro essere. I due papà di Fiammetta, con estrema semplicità e naturalezza, proprio come accade nella realtà di queste famiglie non canoniche, fa riflettere su come la condivisione porta alla comprensione e la comprensione sia capace di annientare le paure infondate. Ci saranno famiglie classiche, famiglie con due mamme o i due papà, famiglie dove i figli hanno la pelle dal colore diverso da propri genitori, ma finché si reggeranno sulle fondamenta solide un vero Amore, saranno pur sempre famiglie. È un tema troppo complesso per risolverlo con un libro per bambini, ma, in effetti, partendo da loro e costruendo con loro una visione del mondo plurale, anche per mezzo di storie come questa, un futuro meno problematico è possibile. Un arcobaleno è sempre più bello di un cielo grigio monocolore.

  • Titolo: I due papà di Fiammetta
  • Autore: Gaëlle Souppart
  • Illustratore: Émilie Chazerand
  • Copertina rigida: 32 pagine
  • Editore: La Margherita (12 giugno 2019)
  • Collana: L’orango rosa
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8865322675
  • ISBN-13: 978-8865322673