“Il bambino che rubava le voci”: Brian Freschi e Paolo Voto in una favola da illustrazioni moderne dal forte sapore romantico. Edito da Bacchilega junior.

“Non parlava perché nessun suono usciva fuori dalla sua bocca.”

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Bacchilega ha presentato durante il Bologna Childrens book fair diversi titoli molto interessanti, tra cui questa romantica favola dal titolo “Il bambino che rubava le voci” scritto e illustrato da Brian Freschi e Paolo Voto al loro primo lavoro illustrato.

Una favola dalle illustrazioni moderne ma dal carattere piuttosto romantico che narra la storia di un bambino che non riesce a parlare e che vive insieme allo zio Musicante. Brian Freschi traccia un solco nella propria sicurezza, il proprio modo di esprimersi e la strada da seguire.Mai una parola è uscita dalla bocca di questo bambino, neanche per rispondere alla maestra che lo chiama alla lavagna, per salutare i pescatori che partono dal porto oppure per dire “che carina che sei” alla sua compagna di classe.

Non aveva parlato quando i suoi genitori erano partiti per un lungo viaggio in cerca delle nuvole d’oro e neppure quando lo zio Musicante gli aveva svelato che si erano persi.

Però il bambino amava ascoltare e, mentre lo zio Musicante dava vita ai suoi strumenti in cantina, per lui era come se ogni giorno avesse una melodia nuova e splendente e il canto del mare un’intonazione perfetta. Perché per lui la musica era come la parola, solo più sincera.

Un giorno il bambino, rimasto solo per l’assenza dello zio, decide di scendere in cantina per cercare i capire come facessero tutti quegli strumenti ad emettere quei meravigliosi suoni. Estasiato da così tanti modelli e incuriosito da ciascuno decide di scegliere un ukulele. Dubbioso cerca di suonarlo, pur senza averci mai provato, per far compagnia ad un usignolo. In realtà però, dallo strumento non usciva alcuna nota, neanche l’usignolo emetteva più alcun suono. “E quando il bambino provò di nuovo a pizzicare le corde dell’ukulele si rese conto, con stupore e meraviglia, che lo strumento non generava più il suono che tanto amava…ma il canto del piccolo usignolo”.

Il bambino da questa scoperta comprende che, grazie agli strumenti musicali, può catturare i rumori e le voci e farne ciò che desidera.

Quando però, al suo ritorno, lo zio si accorge della capacità del nipote, non può far altro che rimproverarlo perché nessuno, proprio nessuno, può permettersi di portare via la voce del mondo.Una storia molto delicata che inizialmente sembra affrontare con molta accuratezza il tema della disabilità infantile, ma che nel prosieguo della storia sembra perdere questo tema per rafforzare il concetto della positività della musica come elemento di gioia e condivisione tra tanti. Lo strumento musicale diventa oggetto per catturare i suoni del mondo e riprodurli perché tutti possano conoscerli e il bambino comprende che è proprio grazie agli strumenti che può esprimersi, imparare a parlare grazie alla musica, carpire tutte le note splendenti di cui è fatto il mondo che ancora non conosce per diffonderle ovunque.

Paolo Voto al suo primo libro illustrato

Brian Freschi, sceneggiatore e fumettista con esperienza in diverse realtà editoriali, ha lavorato a lungo nel campo del teatro e come copywriter per Gucci ed altri.

Paolo Voto si dedica all’illustrazione da alcuni anni, realizzando, tra l’altro, storyboard e campagne di comunicazione. In questo caso mostra disegni molto curati e ricchi di dettagli che impreziosiscono l’albo in modo piuttosto evidente.

 

  • Titolo: Il bambino che rubava le voci
  • Autore: Brian Freschi
  • Illustratore: Paolo Voto
  • Cartonato: 40 pagine
  • Editore: Bacchilega Editore (26 gennaio 2019)
  • Collana: Ristorie
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8869420884
  • ISBN-13: 978-8869420887