“Jasmine e la nonna”: un messaggio di speranza a chi non crede nella possibilità del ritorno, tra la bellezza della multiculturalità.

“A tutti i bambini che, come Jasmine, provano nostalgia”: questa la dedica iniziale di un albo originale e di grande attualità.

0
615

La nostalgia, come molla che muove altri sentimenti, che spinge ad azioni belle e delicate. Perché vergognarsene? Perché nasconderla? Del resto, fa parte del grande ventaglio delle emozioni che tutti i bimbi, tutti gli esseri umani provano. Ed è qualcosa che non va nascosta, soprattutto se supportata da amore, dolcezza, voglia di rivedere o conoscere le persone amate.

Tutto questo accade alla protagonista del racconto. Jasmine, infatti, vive in Italia, lontana dall’Algeria e dalla sua nonna, l’unica che le è rimasta.All’uscita da scuola, quasi sempre ci sono le nonne dei suoi compagni ad aspettarli. Lei, invece, trova sempre la sua mamma. E, a volte, questo le mette un po’ di tristezza: quanto avrebbe voluto anche lei indossare la sciarpa cucita dalla nonna, o andare al parco a raccogliere le foglie con lei, oppure andare a comprare insieme dolci e molte altre cose buone, proprio così come accade ad altri bambini.

Jasmine chiede della sua nonna, alla mamma che la rassicura sul fatto che, prima o poi, la raggiungerà in Italia. Alla felicità per questa notizia, si affianca comunque la nostalgia che porta Jasmine a identificare, in Cecilia, amica della sua mamma, la nonna che tanto le manca.

E, alla fine, Jasmine riuscirà ad incontrare la sua vera nonna? Ci sarà posto per questo incontro tanto atteso, all’interno di questa dolce storia di amore, di luoghi e terre lontane, di desiderio di famiglia?

Lucia Torti e Silvia Oriana Colombo ce lo raccontano con parole semplici, in un albo molto colorato, in cui le immagini, fedelissime al testo, sembrano acquerelli delicati, così come delicati sono i sentimenti descritti.

Una storia attuale che ci racconta il mondo di bambini e famiglie che vivono in terre lontane, tra migrazioni e passaggi di frontiera.

Molto bella la frase, pronunciata dalla mamma che, affermando con forza le loro origini algerine, dichiara la sua felicità nell’avere una bambina meravigliosa che, vivendo in Italia, è uno splendido mix di terre diverse ma per nulla in conflitto.

I messaggi sono chiari e forti, all’interno di questo racconto che è un viaggio attualissimo in storie che quotidianamente viviamo: storie di confini, di frontiere e di migrazione.Un incoraggiamento a provare tutti i sentimenti, a viverli profondamente, senza mai vergognarsene.  Un messaggio di speranza che viene lanciato a chi non crede nella possibilità del ritorno. Un omaggio alla bellezza e alla ricchezza che la diversità delle culture ci può regalare. Bellezza che può nascere solo dall’incontro pacifico tra i popoli e dalla capacità di guardare a terre e mondi lontani, come una bellissima opportunità. Fondamentale insegnamento per i nostri bambini!