“Il postino dei messaggi in bottiglia”: Michelle Cuevas racconta un mestiere delicato e raffinato, consegna speranze attese o disattese. Un libro poetico dal finale irresistibile.

“A volte, per consegnare una bottiglia, bastava semplicemente passeggiare fino al villaggio vicino. Altre volte doveva viaggiare finché la bussola non arrugginiva e la solitudine diventava tagliente come una squama di pesce”.

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“Il postino dei messaggi in bottiglia” viveva solo in cima ad un’altura, con un albero soltanto a fargli ombra. Tutto il tempo teneva gli occhi fissi sulle onde, in cerca di un luccichio di vetro “.Il nostro protagonista è un postino, un mestiere delicato e raffinato, che entra nelle vite delle persone, spesso nella loro intimità, nelle speranze attese o disattese…soprattutto se il messaggio in questione è affidato ad una trasparente bottiglia di vetro. Ogni giorno il postino osservava e cercava, con un retino coglieva ogni luccichio tra le onde, raccoglieva i messaggi e partiva affinché i messaggi affidati a quei fogli preziosi giungessero a destinazione.

“A volte, per consegnare una bottiglia, bastava semplicemente passeggiare fino al villaggio vicino. Altre volte doveva viaggiare finché la bussola non arrugginiva e la solitudine diventava tagliente come una squama di pesce”.

Ma affrontare quei cammini valeva la pena perché il più delle volte la consegna del messaggio rendeva le persone felici, “perché un messaggio può ospitare un tesoro, come un’ostrica ospita la perla”.Quotidianamente assisteva a piccole schegge di luminosa felicità: era lui a portarle nella sua tracolla, lui le aveva delicatamente raccolte tra i flutti, lui le affidava gratuitamente a colui al quale erano destinate.

Forse per queste schegge di luminosità il postino cominciò a coltivare la speranza che un giorno uno di quei messaggi fosse rivolto a lui, ma chi mai gli avrebbe dedicato un pensiero? Non aveva amici lui, puzzava di sale e di sogni di marinaio, nessuno gli avrebbe mai scritto un messaggio.

[spoiler]

Finché un giorno pesca un messaggio particolare, un invito ad una festa senza però recare il nome del destinatario. L’ uomo comincia così ad interrogare gli abitanti del paese, ma nessuno ritiene di sapere chi possa avere scritto quell’invito. La sera successiva il postino si reca alla festa per scusarsi di non aver potuto attendere alle attese del mittente ma in realtà là, in riva al mare, ad attenderlo ci sono coloro ai quali il postino per tante volte ha regalato schegge di felicità.  Non ci è dato sapere se in realtà sono loro i mittenti del messaggio o semplicemente hanno colto l’occasione per ringraziare il loro amico di quanto fatto sino a quel momento, il libro non ci permette di capirlo, lascia a noi la scelta di immaginarne la trama, ma la felicità regalata torna sempre indietro tanto che il postino finita la festa, con la bocca ancora piena di torta pensa di provare l’indomani mattina a riconsegnare il messaggio.

Una conclusione di una tenerezza indicibile, un libro meravigliosamente poetico scritto da Michelle Cuevas con illustrazioni magnificamente realizzate da Erin Stead a matita, pastelli a olio e tavolette di legno incise.

Le espressioni infantilmente felici dei personaggi sono rese con grande maestria e non possono non coinvolgere il lettore in un sentimento di tenerezza e vicinanza ai personaggi, i pastelli a olio si mescolano ad impercettibili segni a matita che ne rendono vivi i sentimenti.

Un albo dedicato a tutti i coloro i quali sono sempre in attesa di un momento di felicità e quando arriva ne sanno gustare il sapore ogni volta come fosse la prima, senza avere paura di avere il cuore colmo come un vaso fino all’orlo.

Per chi invia messaggi in bottiglia e per chi li cerca: prova, desidera, sogna, racconta.