“Un’ultima lettera”: Antonis Papatheodoulou racconta di un postino al suo ultimo giorno di lavoro, tutti lo amavano per la sua gentilezza e professionalità.

Kalandraka sa come farci volare in mondi passati, per riempirci di un dolce profumo di buono e di nostalgico.

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“Libri per sognare”: è così che la Kalandraka, casa editrice di origine galiziana, ha dato il via al suo progetto editoriale. Effettivamente, la scelta dei titoli nel loro catalogo ha una precisa impronta: sono libri selezionati con cura dei testi e delle illustrazioni, sono educativi, divertenti, allegri ma anche commoventi. I classici libri che restano a lungo nella propria libreria, custoditi con attenzione, da leggere e rileggere perché non ti stancano e ti regalano sempre una emozione nuova.“Un’ultima lettera” racchiude tutte queste caratteristiche. Combinazione vincente quella di Antonis Papatheodoulou (testo) e Iris Samartzi (illustrazioni), i cui libri sono stati premiati svariate volte. A questo meraviglioso lavoro è andato il Premio Compostela del 2016.

“Un’ultima lettera” è un albo illustrato prezioso che incanta con la sua storia e le sue immagini, sapientemente create su vari piani e con varie tecniche. Il testo semplice e scorrevole (la traduzione italiana é di Giulia Giorgini), si fonde con le illustrazioni che sembrano animarsi per dar vita alla storia, evocando forti sentimenti e atmosfere di una realtà lontana.Ha compiuto ben 50 anni di attività il tenero ed instancabile postino di questa isola mediterranea, protagonista del libro. Il signor Costas ne ha fatta di strada per portare agli isolani le loro preziose missive. É bello recapitare le belle notizie, ne porterebbe insieme a centinaia. Le brutte notizie, invece, sono pesanti come macigni. Con la sua esperienza, le riconosceva all’istante, ma nulla lo aveva mai fermato, nemmeno le lunghe distanze, o il tempo impervio. Il portalettere aveva sempre consegnato i suoi messaggi. Non gli dispiaceva neppure fermarsi ad aiutare a leggere quelle lettere a chi non sapeva proprio come interpretarle.Lui era gli occhi di tanti nonni analfabeti, in attesa delle notizie dei propri cari lontani. Lui era il custode delle parole d’amore di fidanzati lontani. Lui era il trait d’union inconsapevole tra l’isola e il mondo.

Tutti lo aspettavano con ansia e lo amavano per la sua gentilezza e professionalità. Eppure, era giunto al suo ultimo giorno di lavoro. Nemmeno in questa occasione sarebbe venuto meno ai suoi compiti: avrebbe consegnato ogni lettera. Quale sorpresa scoprire che l’ultima era proprio per lui! Gli isolani che sembravano scomparsi ed essersi dimenticati di lui, avevano, invece, organizzato una festa a sorpresa per il proprio beniamino.Una storia romantica, ricca di rimandi ad un passato prossimo, eppure così lontano dalla modernità dei nostri giorni che ha fatto presto dimenticare non solo carta e penna, ma anche l’attesa, la trepidazione, l’ansia del ricevere notizie. La gioia di ricevere una foto, magari proveniente dall’altro capo del mondo dai figli emigrati. E che dire dei tanti sospiri d’amore che per anni hanno viaggiato chiusi nelle buste da lettera.

Antonis Papatheodoulou, con il suo testo, non solo ha realizzato uno splendido omaggio al mestiere del portalettere, ma lo ha reso iconico, un simbolo di un tempo che fu, da ricordare con rispetto e tenerezza.

Le illustrazioni fortemente evocative di Iris Samartzi interpretano il testo amplificandone significato e valore: righe calligrafiche che si fanno figure, timbri, buste, stralci di lettere e foto d’epoca si susseguono tra i paesaggi azzurro-ocra di questa isola magica.Un albo per i grandi nostalgici che hanno voglia di tramandare una storia importante ai piccoli lettori nativi digitali. Adatto a partire dai 4-5 anni, soprattutto per maneggiare con cura le pagine e apprezzare ogni dettaglio visivo, ma, sicuramente, senza scadenza proprio per il valore educativo dei messaggi e delle emozioni trasmesse e per la sua grande suggestione poetica.