Lewis Carroll: il creatore di sogni per eccellenza. Alice nel paese delle meraviglie una storia eterna che fonde matematica, filosofia e genialità.

Il potere unico di un narratore di inventare nuove creature e scenari irreali … precursore di molti autori, sceneggiatori, artisti e registi.

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Lewis Carroll (1832-1898) si celebra in tutto il mondo come uno dei più grandi autori surrealisti e visionari nel genere letterario: i suoi libri Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie (1865) e Attraverso lo specchio (1871) hanno intrattenuto innumerevoli lettori da quando sono stati pubblicati più di 150 anni fa. Per molti, il nome di ‘Lewis Carroll’ è sinonimo di letteratura per l’infanzia.

Lewis Carroll è stato anche altro, un uomo di nome Charles Lutwidge Dodgson, matematico al Christ Church di Oxford. Ha condotto una sorta di doppia vita: per i lettori di Alice egli era Lewis Carroll formando il suo nome d’arte invertendo su i suoi primi due nomi ( ‘Charles Lutwidge’ diventato poi ‘Lewis Carroll’), mentre per il mondo della matematica e i suoi colleghi presso l’Università di Oxford era (reverendo) Charles Lutwidge Dodgson.

Nell’assolato pomeriggio di venerdì 4 luglio 1862 due reverendi che insegnavano a Oxford portarono tre bambine a fare una gita in barca sul Tamigi. Non era la prima volta, ma fu diversa da tutte. Le sorelline erano particolarmente irrequiete, e pretesero che fosse loro raccontata una storia insensata. Il reverendo Charles Dodgson improvvisò, com’era solito fare, e la favola fu tanto attraente che una delle bambine gli chiese di metterla per iscritto. Nacque così Alice nel paese delle meraviglie, uno dei libri più singolari che sia mai stato scritto.

Oltre alla storia rocambolesca, piena di spunti irrazionali, il libro rimane eterno perché Carroll inventa tecniche nuove tra cui la cosiddetta parola-cerniera, che si ottiene mescolando la prima metà di una parola con la seconda metà di un’altra. Ad esempio, prendendo “lumaca” e “squalo” si ottiene una nuova specie animale: il “lumalo”, di cui Carroll andò a caccia nell’intraducibile poesia poco affermata. Altre volte Carroll conia dei veri e propri koan, secondo la terminologia zen: il più noto è certamente il ghigno del Gatto del Cheshire, che rimane ancora aleggiante nell’aria, quando tutto il suo corpo è ormai svanito.

Spesso, poi, Carroll lancia vere e proprie provocazioni.
Ad esempio, quando fa enunciare alla Regina Bianca la regola: «Marmellata domani e ieri, ma mai oggi. Marmellata a giorni alterni, e oggi non è un giorno alterno». Se proprio nei gomitoli di senso e nonsenso risiede l’essenza della comunicazione, tentare di dipanarli può essere un utile addestramento alla vita. Durante una lettura logica delle opere di Carroll cercheremo inutilmente di dipanare consigli diabolici quali: «Non credetevi mai di essere altro che ciò che potrebbe sembrare ad altri che ciò che eravate o avreste potuto essere non fosse altro che ciò che siete stati che sarebbe sembrato loro essere altro». Presteremo attenzione a maestri del nonsense (che è negazione, ma non mancanza di senso): dal Bruco al Gatto del Cheshire, dal Cappellaio Matto alla Regina di Cuori. La caduta iniziale di Alice che rallenta mentre cade nel vuoto e poi accelera quando si capovolge è pura fisica. Persino Galileo e Newton si sono interrogati su quali forze comandano mentre si scende al centro della Terra.

Carroll era un uomo timido che soffriva di balbuzie ed era sordo da un orecchio (il risultato di una febbre che soffriva dall’infanzia).
Carroll si è identificato con il Dodo in Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie, portando alcuni a suggerire (anche se rimane solo un suggerimento) che questo era a causa della propria difficoltà di Carroll nel pronunciare il suo cognome (‘Do-Do’, da Dodgson).
Carroll tornò alla letteratura per ragazzi in La caccia al lumalo (1876), un lungo racconto in poesia non-sense, e Sylvie e Bruno (1889-1893), un romanzo di 800 pagine, che fu un fallimento.

Sicuramente lo è stato in termini di vendite: solo 13.000 copie, che, data la reputazione letteraria di Carroll e il successo dei 1890, fu un fallimento relativo.

C’è un famoso aneddoto su Carroll e la regina Vittoria. Victoria ha goduto in contemporanea del libro Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie, tanto che lei richiese una prima edizione del prossimo libro di Carroll. Carroll debitamente le inviò una copia del libro pubblicato – un lavoro matematico con il titolo emozionante: un Sunto dei determinanti. Questa storia mostra la stranezza della doppia vita di Carroll. Carroll, nonostante la radicalità della sua narrativa non-sense, era un matematico conservatore che ha respinto molte delle nuove idee che emergevano in matematica durante il XIX secolo.

Ciò che è anche meno celebre è il talento di Carroll come inventore: egli non solo ha inventato le parole cerniera e illusioni letterali ma anche una prima versione del gioco di parole Scrabble (Scarabeo). Piccoli giochi che univano sillabe a trasformazioni di addizione e sottrazione, per poi portare a nuove parole di significato contrario.

Carroll rimane di sicuro un pilastro della letteratura per infanzia, ispiratore per molti. Alla fine dei suoi libri ci porremo domande fondamentali della filosofia, chiedendoci quale sia la differenza tra sogno e realtà, o l’essenza del nulla. Giocheremo a carte cercando di salvare la testa, o a scacchi scortando Alice alla regina. Ma, soprattutto, riusciremo a entrare in un mondo sognante e irreale dove quello che non c’è, c’è e quello che esiste, non esiste.

Alice nel paese delle meraviglie-Attraverso lo specchio. Ediz. integrale
Alice nel paese delle meraviglie
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Alice nel paese delle meraviglie-Attraverso lo specchio
Alice nel paese delle meraviglie-Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò